MICHELA NOTARANGELO

Riconoscimento al lavoro

Cosa succede dentro di te quando professionalmente sai di mettercela tutta eppure nel tuo ambiente di lavoro hai spesso la sensazione di essere l’ultima ruota del carro. di non ottenere il riconoscimento al lavoro per quello che fai?

Perché ti senti un professionista, una lavoratrice o lavoratore competente, magari con tanta esperienza, con tanto apporto da offrire per la crescita del tuo ambiente lavorativo eppure vivi nella costante sensazione che quello che fai non viene realmente apprezzato dai tuoi colleghi o responsabili? Senti che quello che fai non è mai abbastanza, ti sembra che c’è sempre qualcun altro che fa meglio di te.

Quando non senti il riconoscimento al lavoro:

Vivere questa sensazione è doloroso e difficile, soprattutto se continua giorno dopo giorno e come una goccia persistente inizia a minare seriamente la tua autostima e non hai gli strumenti interiori per fronteggiare in modo efficace quello che ti accade. L’insofferenza che ne scaturisce può provocare in te una sorta di “ritiro dalle scene”, nel senso che giunta ad un livello di difficoltà piuttosto alto la tua mente decide di difendersi, possiamo dire che ti chiudi al mondo esterno, nello specifico alla relazione con l’ambiente lavorativo al quale appartieni. Quindi ti chiudi in te stesso, non ti esponi, esprimi solo le idee e i punti di vista che sai che vengono accolti ed approvati.

E quando provi a manifestare qualcosa di più personale, di più specifico che riguarda solo te e i tuoi talenti parte quel senso di inadeguatezza che ti fa dire “cosa lo dico a fare, tanto non interessa a nessuno”. Le emozioni diventano difficili da gestire e ti senti in un vulcano emozionale.

Perché non senti il riconoscimento che meriti

Vediamo alcune ragioni per cui questo può accadere. Possiamo parlare contemporaneamente di ragioni interiori, che riguardano cioè il tuo stato di benessere più profondo legato alla senso di autostima e autoefficacia e sicurezza personale, sia la situazione oggettiva che caratterizza il tuo ambiente lavorativo.

Qui di seguito vediamo qualche esempio di cause soggettive. 

Cause interiori e soggettive
  •  Bassa autostima: non sono abbastanza, mi sento inadeguata/o
  • Senso di scarsa autoefficacia: non penso di avere le competenze necessarie 
  • pensieri depotenzianti che ti auto svalutano: esempi: “non sono capace, sicuramente sbaglierò, nessuno mi prende sul serio, le mie proposte vengono sempre bocciate, faccio sempre dei casini, gli altri fanno meglio di me, non riesco a raggiungere i risultati che il capo si aspetta da me, ho paura di essere licenziato, non ho capito cosa devo fare, svolgo il mio lavoro perfettamente ma i colleghi o i capi trovano sempre qualcosa che non va” 
la bassa autostima e i pensieri auto svalutanti
La mente si difende
Altre cause interiori e soggettive
  • condizionamenti familiari: a volte le aspettative della famiglia, dei genitori in particolare, determinano scelte scolastiche e professionali che non rispecchiano chi siamo davvero e cosa desideriamo fare da grandi
  • sistema educativo: come siamo stati cresciuti, le credenze, i valori, le opinioni, i pensieri, gli orientamenti della nostra società e del tipo di educazione familiare 
  • istruzione : la nostra formazione scolastica, lavorativa, specialistica
  • competenze innate e competenze acquisite con l’esperienza : tutto ciò che abbiamo imparato nelle esperienze lavorative precedente, ma anche le competenze acquisite grazie agli interessi, ai gusti, agli hobby..
  • consapevolezza delle prorie soft skills : abbiamo sviluppato le capacità trasversali come il problem solving, la gestione delle emozioni, la capacità comunicativa efficace, l’adattamento, la creazione di relazioni lavorative funzionali, la gestione del conflitto?

vediamo al prossimo articolo le ragioni ambientali

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