MICHELA NOTARANGELO

Lavoro e Famiglia

“Voglio cambiare lavoro”

Il binomio famiglia e lavoro non sempre è facile da gestire quando siamo in difficoltà nel nostro lavoro attuale e iniziamo a sentire tutto il disagio e l’insofferenza della quotidianità lavorativa. Abbiamo in questo caso 3 strade principali a disposizione : restare dove siamo e non fare nulla per migliorare la situazione (peggiore delle ipotesi visto che alla lunga iniziano i guai seri: ansia, stress, depressione, pesantezze, disturbi somatici), restare dove siamo e trovare delle strategie e delle modalità differenti sia pratiche che interiori per recuperare il benessere professionale e personale (questa alternativa è un buon trampolino di lancio verso il cambiamento) ritrovando così la tranquillità quotidiana, oppure, in alcuni casi, ci ritroviamo a pensare che forse è arrivato il momento di cambiare strada e di mettere completamente in discussione il percorso che abbiamo fatto fino ad ora.

Lavoro e famiglia: Le reazioni dell’ambiente sociale

Le prime due soluzioni sono spesso quelle più consigliate dall’ambiente sociale, dalla famiglia, da mogli e mariti, visto che garantiscono una continuità lavorativa e mantengono la sicurezza, o meglio la percezione della sicurezza del posto di lavoro, in tempi in cui la paura di perdere il lavoro e non riuscire a ricollocarsi è molto alta. Basta accendere il Tg e rendersi conto di quando le notizie su questo tema puntano a fornire numeri e statistiche di occupati e disoccupati generando, a mio avviso, un’importante ansia sociale al riguardo. Non parliamo poi di come tutto questo si intensifica quando si tratta di over 40. Più l’età avanza più culturalmente ti fanno sentire come se non avessi più speranza. Un disastro insomma.

Lavoro e famiglia: Rimettersi in gioco è possibile

Non dico che sia una passeggiata rimettersi in gioco quando non hai più 20 o 30 anni ma non è assolutamente impossibile. Anzi. E lo dice una che l’ha fatto, con tante difficoltà vero, le prove da superare sono tante. Una di queste prove è il senso di solitudine quando ci troviamo ad un bivio e scegliamo la strada meno semplice e scontata.

Quando scegliamo di ricominciare da zero e di costruire un nuova carriera senza certezze ne paracadute. La solitudine che sentiamo arriva perché può succedere che la famiglia non ci appoggi, ci metta di fronte tutti i problemi, gli insuccessi possibili, i fallimenti, le difficoltà, ii pericoli, le paure, ecc.. ecc…Chi più ne ha più ne metta.

Lavoro e famiglia: Possibili obiezioni

“Ma cosa vuoi fare?”, “Perché non resti dove se, non fare i capricci come i bambini “Cercati un altro lavoro sicuro che abbiamo le bollette da pagare e i figli da mantenere”, “Con i sogni non si guadagna da mangiare”, “Ti sei montata la testa, scendi dal piedistallo”

Gestire obiezioni simili è complesso e doloroso. Se ci sentiamo dire frasi di questo tipo la motivazione, le emozioni, le certezze ne risentono talmente tanto che ci viene la tentazione di rimettere i nostri sogni nel cassetto e richiuderlo a chiave. Il problema è che una volta aperto il cassetto è molto più doloroso richiuderlo senza averci neanche provato. E allora cerchiamo una possibile soluzione.

L’importanza di ascoltare le tue esigenze

Innanzi tutto voglio ricordare un concetto che sembra banale ma per nulla scontato: la tua infelicità non è la felicità di nessuno, nemmeno della tua famiglia e vivere con un partner insoddisfatto e irrealizzato nella sfera professionale non è facile ne tanto meno auspicabile perché nel tempo poi i nodi vengono al pettine.

Quindi suggerisco l’importanza di un raccoglimento interiore per entrare in contatto con i desideri più profondi, con le emozioni e con i messaggi che vogliono trasmettere, con le tue ambizioni e predisposizioni personali. Ancora più importante, con la spinta che senti dentro a realizzare un progetto, una missione, un cambiamento che ti avvicina sempre di più al tuo Sé Superiore e autentico, che con la sua saggezza ha già le informazioni giuste per la tua realizzazione su un ampio livello.

Ascoltare e rispettare i tuoi bisogni d’altro canto non significa sottovalutare o non considerare i bisogni delle persone vicine. Possiamo quindi prima di tutto provare ad ascoltare l’altra persona con empatia e senza giudizio. Cosa vuol dire? Significa mettersi nei panni dell’altro e provare ad accogliere le sue difficoltà a comprendere le tue scelte.

Tieni presente questo concetto fondamentale: ognuno comprende i messaggi in base al proprio livello di evoluzione personale e spirituale. Ti spiegherò meglio quello che intendo nel prossimo articolo e metteremo al centro anche l’importanza del come comunichiamo agli altri le nostre scelte e le relative motivazioni.

A presto

Michela

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